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ASILI NIDO IN ITALIA: LE STATISTICHE

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I dati dell'indagine del Politecnico di Milano per Civicum: Italia a due velocità e lontana dall'Europa

Asili nido: il panorama italiano per quanto riguarda l'offerta di servizi per la prima infanzia, oltre a essere molto variegato è anche sconfortante non solo nel raffronto con gli obiettivi europei, ma anche nel paragone tra le diverse aree geografiche. Le maggiori differenze riguardano:

  • disponibilità di posti
  • costi di gestione degli asili nido
  • orari di apertura

A livello nazionale la media di bambini da 0 a 3 anni che hanno la possibilità di frequentare un nido comunale o  in convenzione è di appena il 14,6%: l'obiettivo europeo è fissato nel 30%. Una percentuale che però scende drasticamente in quei comuni che hanno una minor efficienza gestionale: è solo del 3,6% a Palermo e del 2,9% a Napoli!

Più in generale, l'Italia meridionale e insulare è caratterizzata da una disponibilità di posti in media del 7,8%, sensibilmente inferiore alla media nazionale. Bologna (27,6%) e Firenze (24%) non sono invece così lontane dai target comunitari. Ma anch'esse, presentano una disponibilità del servizio inferiore a quella di alcune realtà europee, come Berlino (che supera il 40%) o Madrid (oltre il 35%).

Uno dei primi dati che balzano all'occhio è il costo di gestione dei nidi pubblici: sono oltre 1.500 gli euro erogati per ogni bambino dai Comuni del Nord contro i 577 spesi per quelli che vivono a sud di Roma. Napoli e Palermo, Comuni che spendono complessivamente meno per gli asili nido, sono tuttavia anche quelli che hanno i costi di gestione più alti: 12mila euro, il 30 per cento in più della media nazionale.

Tra i dati analizzati anche il costo del servizio per l'utente e al di là dell'esistenza di diverse fasce contributive e delle articolazioni delle tariffe si notato sensibili differenze: una famiglia di 3 persone con un reddito lordo di poco inferiore a 45.000 euro/anno spende circa 400 euro/mese a Trento e a Bolzano, ne spende solo 100 a Napoli e meno di 150 a Roma. Interessante notare anche come varia la copertura dei costi a carico dell'utente: a fronte di una media nazionale del 22%, si passa dal 4% di Bologna al 66% di Novara (la fonte di questi ultimi dati è Cittadinanza Attiva).

 

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